Critica

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Ilaria Giacobbi, curatrice d’arte

È attraverso l’ arte che la sensibilità interiore di Antonella Torquati emerge e, con forza, si (auto)determina.
Al centro delle opere “l’ insostenibile leggerezza dell’ essere”: il colore traduce emozioni, i soggetti come figure evanescenti emergono dal fondo della tela, gli attributi iconografici, a corredo delle stesse, utilizzati come metafora conducono lo spettatore al significato insito.
L’Artista utilizza il medium digitale e attraverso questo riesce a riprodurre la pennellata vibrante e materica, lo schermo è la sua tela.
Nell’esito d’insieme le opere si presentano come pagine di un racconto da sfogliare e leggere.

Gina Affinito, curatrice d’arte

Esiti di impressionismo ed espressionismo, ma condotti con coerenza sulle trame della digital art, rendono i dipinti di Antonella Torquati contemporanei ma con un vivace sguardo al passato. Un fare arte frutto di sperimentazioni, ma ben ancorato alla forma.

Teresa Stacca, storica dell’arte

Chiudo gli occhi e tutto mi sembra più nitido, metodo infallibile per far connettere il mio cuore alla mia mente. Tutto è giusto, le mie mancanze e le mie ricchezze. Non siamo niente se non capiamo che qui dentro, in questo contenitore fatto di ossa e di muscoli, siamo in due, anime luminose, accecanti nelle nostre imperfezioni.

Patrizia Zambianchi, esperta d’arte

Sono felice che vengano finalmente apprezzate e diffuse le opere di un’artista che è nata col pennello in mano ed è dotata di una sensibilità che scava nelle profondità dell’animo umano, traducendo emozioni complesse in immagini artistiche e affascinanti, di immediato impatto per la mente e il cuore di chi le osserva. Quali parole avrebbero una tale potenza?